SCP Italy

Society for Coaching Psychology Italy

Take-off meeting Milano, la parola ai partecipanti

 

Il 31 marzo si è svolto, il Take-off Meeting di SCP Italy presso l'Università degli Studi di Milano, Facoltà di Lettere e Filosofia:- "La valorizzazione delle competenze psicologiche  nel coaching organizzativo".

Ecco i feedback di alcuni partecipanti

 

Simona Amati, Work and Organizational Psychologist- Indipendent consultant

“ Finalmente il take off meeting di Scp Italy Milano. È stata l’occasione per conoscere persone che condividono la passione per un approccio psicologico al coaching e per guardarsi in faccia. Ho potuto apprezzare l’impegno e il lavoro serio del gruppo romano con cui mi piacerebbe iniziare a collaborare. È un inizio, un seme gettato che solo il tempo e il lavoro personale faranno maturare”.

 

Monica Ambrosini, Executive Coach, Facilitator & Consultant

“Una boccata di energia alla psicologia, al coaching e ad una loro possibile e coraggiosa alleanza.

La psicologia può dare al coaching la robustezza del sapere psicologico, fornendo modelli, approcci, ricerca,  integrando il focus sul fare dei manager e delle organizzazioni, dell'agire subito e concretamente con il pensiero e la riflessione. D’altro canto la psicologia dovrebbe uscire dalla "torre di cristallo" e agire più spesso nel mondo; il solo approccio intimista e l’attenzione al patologico non dà respiro e non sfrutta a pieno il sapere psicologico. Il coaching è una delle vie per lo psicologo per intervenire nel mondo delle organizzazioni, nel mondo delle persone che fanno.

Mi sento attratta da questa alleanza, professionalmente sono al confine dei due mondi: del fare e del pensare. Economista e psicologa insieme, il coaching per me è un modo per far dialogare i due saperi, oscillando e contaminando le due prospettive.”

 

Fabrizio Dardo  Work Psychologist, Soft Skills & Methodology, Senior Trainer , Fiat Spa

“Apertura e rigore, forse queste le due parole che porto con me dall’incontro del 31 marzo. L’apertura deriva da un linguaggio contemporaneo, che parla di network, di contatti internazionali, di comunità professionale, di confronto e di contagio delle idee buone. Il rigore è nella ricerca, nel fondare le proprie affermazioni su dati e osservazioni, nella consapevolezza etica.

La “Coaching Psychology” costituisce un ponte tra il coaching e la psicologia, ovvero tra una disciplina che si è sviluppata all’esterno del mondo accademico, non è regolata in alcun modo, gode di notorietà molto diffusa (il coaching) e una il cui sviluppo teorico avviene in ambito accademico e la cui pratica professionale e formazione sono regolate dallo stato e verificate da ordini professionali (la psicologia).

La costruzione del ponte rappresenta, una straordinaria opportunità per entrambe le discipline.”

 

Cristina Guarneri, Psicologa - consulente HR

La giornata di SCP Italy a Milano ha suscitato molto interesse e curiosità, stimolando la motivazione dei partecipanti ad approfondire il tema della coaching psychology e a coinvolgersi nelle iniziative portate avanti dall'associazione.

La giovane associazione in Italia sta portando avanti il tema della sua identità, infatti Il breve dibattito finale ha consentito il confronto su un tema importante che riguarda il punto di vista di chi non è psicologo. Questo ha avviato una riflessione costruttiva rispetto al contributo distintivo che lo psicologo può dare nell'ambito del coaching rispetto ad altri con background diversi, e come tale contributo si inserisce nel più ampio panorama della pratica del coaching.

 

Francesca Oldani, HR Specialist, Coach &Psychotherapist

“Sabato per quanto mi riguarda ho potuto finalmente conoscere le colleghe di SCP ed ho avuto una ulteriore conferma della possibilità/opportunità di confrontarmi con loro sulle tematiche a me care. Ad oggi, a parte master e corsi non ci sono luoghi, "anche virtuali", che ti permettono di parlare di coaching tra psicologi. Trovo stimolante aver la possibilità di partecipare a gruppi di lavoro con cui costruire percorsi strutturati in base agli interessi di chi partecipa al gruppo stesso”.

 

Ana Elisa Segato Silveira psicologa

Il take off-meeting realizzato il 31 marzo a Milano è stato un’ottima opportunità non solo per conoscere meglio l’associazione SCP Italy,  i suoi valori e le sue competenze, il contesto nazionale ed internazionale del Coaching Psychology, ma, anche, un evento per potere concretizzare la nascita di un’organizzazione che dimostra serietà e coerenza nella pratica dei suoi valori; interesse nella ricerca , nella pratica e nello svolgimento del Coaching Psychology. Mi ha colpito l’interesse dell’associazione nello svolgere la ricerca nel coaching psychology, con la finalità di contribuire allo svolgimento dal campo. Secondo me, sono rare le organizzazioni e le pubblicazioni che trattano la tematica del coaching come un argomento che merita una teoria ed una pratica con determinati criteri, causando, cosi, serie consequenze nel campo professionale.  Inoltre, essendo un’organizzazione che arriva dal campo della Psicologia, credo che sia una possibilità per i coach psicologi avere un orientamento più specifico, ad esempio,  riguardo le competenze (psicologia, business e coaching) ed il loro uso efficace durante il coaching.

Roberta Stoppa  W&O Psychologist,  In Site Research

“Se l’evento non avesse avuto un titolo così stimolante “La valorizzazione delle competenze psicologiche nel Coaching organizzativo”, dubito che l’invito avrebbe superato la prova “attenzione e lettura” delle numerose mail con oggetto “coaching” che affollano la mia casella di posta elettronica.

In realtà la definizione “competenze psicologiche” ha prodotto fin da subito, un moto di adesione, spontaneo e incondizionato; sono convinta che la figura dello psicologo del lavoro, in questo paese, sia ampiamente sottovalutata perché mancano le basi culturali per poter rilevare la differenza tra un professionista che ha acquisito una solida formazione psicologica e di metodologia della ricerca e, un altro, che non ha tale formazione, ma ha acquisito nel tempo qualche nozione di psicologia.

Sono arrivata quindi al Take off Meeting milanese predisposta ad accogliere una visione del Coaching molto affine alla mia, ma le aspettative sono state ampiamente superate; ho sentito consulenti ed aziende dialogare di ricerca e di  metodi evidence based, ho ammirato la diplomazia di colleghi professionisti chiamati a rispondere alla paradossale domanda “perché uno psicologo del lavoro dovrebbe proporsi come coach?”, ho apprezzato il rigore e l’approccio etico e deontologico con cui è stato pensato il processo associativo, ma più di ogni altra cosa ho sentito vivo e forte quello che Richard Sennett descrive nel suo ultimo libro come la “politica della collaborazione”. Egli scrive “la collaborazione è un arte o un mestiere che richiede alle persone l’abilità di comprendere e di rispondere emotivamente agli altri, allo scopo di agire insieme. Ma si tratta di un processo arduo, irto di difficoltà e ambiguità”.

Credo che la strada della collaborazione, seppur irta di difficoltà, sia l’unica strada percorribile perché la pratica della psicologia del lavoro riesca a fare quello che la pratica psicoterapeutica non è mai riuscita a raggiungere nel corso del tempo: l’adozione di una prospettiva multidisciplinare e con approcci diversificati e ad hoc in funzione di domanda, contesto e livello di efficacia dimostrato.

La mia risposta a questa “collaborazione” offerta e richiesta, è stata immediata, e sarò orgogliosa di portare, anche e solo un piccolo contribuito, alla crescita di questo progetto. Grazie!”

 

Chiara Vitiello Professional Training & Coaching

“Alla notizia dell'evento legato alla presentazione di SCP Italy ho iniziato a pensare che avrebbe potuto essere una buona occasione per capire come ci si stava muovendo all'estero rispetto le Associazioni di categoria. Ero curiosa di capire se e come fosse importabile un modello diverso. Non sono rimasta delusa, la sensazione principale e' stata quella di grande libertà e rispetto per le diverse professionalità, associata ad un rigore e ad una chiarezza specifica rispetto alla figura dello psicologo coach. Questo e' stato il primo, e per me fondamentale, step di verifica per una possibile concordanza personale con SCP. In seconda battuta voglio condividere la piacevole sensazione/speranza di "sdoganamento" dello psicologo: come ho raccontato durante l'evento, agli inizi della carriera molti di noi non dichiaravano apertamente di essere psicologi, in azienda si veniva spesso etichettati in maniera riduttiva. Che sul mercato esista un associazione che sponsorizza la categoria, e ne valorizza le peculiarita', mi conferma che i tempi sono maturati, che la cultura aziendale si e' ulteriormente aperta, che e' possibile collaborare con diverse figure professionali all'interno di un'ottica integrativa. Sono stata infine colpita dal desiderio del team SCP Italy di promuovere cultura, formazione, informazione e rinnovamento; nell'abituale solitudine della consulenza, mi e' sembrata una possibilità da non sottovalutare!"

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